Descrizione
Il BPC-157 (Body Protection Compound-157) è ottenuto dalla proteina precursore Body Protection Compound (BPC). La BPC è una proteina presente in natura nel tratto digerente.[1] Il BPC-157 è un pentadecapetide composto da 15 amminoacidi ed è derivato da un frammento di BPC endogena identificata e isolata dal succo gastrico.
Gli studi sugli animali hanno suggerito il suo potenziale nel supportare i processi di riparazione tessutale in muscoli, tendini e legamenti lacerati. Potrebbe inoltre proteggere gli organi e prevenire potenzialmente lo sviluppo di ulcere gastriche.[2] Sikiric et al. hanno notato che vi era «una forte protezione, riscontrata a seguito dell'[esposizione a] BPC 157». Il BPC-157 ha anche il potenziale di migliorare la funzione del tratto digerente e proteggere dalla sindrome dell’intestino irritabile (IBS), dai crampi gastrointestinali e dalla malattia di Crohn. Il peptide possiede inoltre possibili caratteristiche analgesiche.
Ricerca sul peptide BPC-157
BPC-157 e guarigione delle ferite
Si ritiene che la barrera mucosa del tratto gastrointestinale protegga i tessuti sottostanti dalle azioni nocive della bile, dell’acido gástrico e di altri composti necessari per la digestione e l’assorbimento dei nutrienti dal cibo. Si pensa che il BPC-157 aiuti a preservare l’integrità strutturale dello strato mucoso. Questo ruolo sembra essere parzialmente mediato dal reclutamento di fibroblasti. I fibroblasti sono considerati responsabili della produzione di proteine della matrice extracelulare come fibrina, collagene, elastina e altre. È stato suggerito che il BPC-157 promuova la proliferazione e una migrazione più rapida dei fibroblasti in modo concentrazione-dipendente.[3]
In un altro studio di ricerca è stato ipotizzato che il BPC-157 possa aver portato a un’accelerazione della chiusura delle ferite rispetto al gruppo di controllo, attraverso un miglioramento della formazione del tessuto di granulazione, della riepitelizzazione, del rimodellamento dermico e della deposizione di collagene. Esiste la possibilità che il BPC-157 abbia promosso l’espressione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) nei tessuti cutanei lesi.[4]
Inoltre, i ricercatori hanno commentato che il BPC-157 potrebbe aver mostrato il potenziale di aumentare la proliferazione delle cellule endoteliali della vena ombelicale umana (HUVEC). Inoltre, potrebbe esserci stato un aumento significativo nella migrazione delle HUVEC, come indicato dalle osservazioni dei test di guarigione delle ferite. Il BPC-157 ha probabilmente determinato una sovraregolazione (upregulation) dell’espressione di VEGF-a e un’accelerazione della formazione di tubuli vascolari. È emerso inoltre che il BPC-157 potrebbe aver regolato il livello di fosforilazione delle chinasi regolate da segnali extracelluari 1 e 2 (ERK1/2) e dei loro bersagli a valle (downstream), tra cui c-Fos, c-Jun ed Egr-1. Si ipotizza che queste molecole possano svolgere ruoli significativi nella crescita cellulare, nella migrazione e nell’angiogenesi.[4]
BPC-157, crescita vascolare e collateralizzazione
Il peptide ha un potenziale come angiogenico e gli studi suggeriscono che possa aumentare la crescita e la proliferazione delle cellule endoteliali che rivestono le pareti dei vasi sanguigni. La ricerca sui ratti ha osservato che il peptide può aumentare sostanzialmente il tasso di crescita dei vasi sanguigni collaterali in contesti di ischemia.[5] Tale azione è stata osservata principalmente nel tratto gastrointestinale, ma la ricerca ha rilevato osservazioni simili nei tessuti muscolari, neurologici e cardiovascolari.
La ricerca condotta su embrioni di pollo ha ipotizzato che il BPC-157 possa anche avere il potenziale di promuovere la crescita vascolare attraverso l’attivazione della via di VEGFR2. Il VEGFR2 è un recettore di superficie cellulare attivo nella segnalazione dell’ossido nitrico ed è considerato di supporto all’attività e alla proliferazione cellulare. Il BPC-157 può promuovere l’estensione vascolare (vascular running) in cellule coltivate. Questa consiste nella crescita e nello sviluppo di nuovi vasi sanguigni verso il sito di una lesione o attorno all’area di un coagulo di sangue per raggiungere i tessuti distali e proteggere così la funzione cellulare.
BPC-157 e guarigione dei tendini
Gli studi sul BPC-157 hanno osservato un potenziale nella guarigione del tessuto connettivo come legamenti, ossa e tendini. Le lesioni a legamenti e tendini richiedono molto tempo per guarire a causa dello scarso apporto di sangue a questi tessuti. Si verifica una migrazione più lenta dei fibroblasti e delle cellule deputate alla guarigione delle ferite verso questi siti di lesione a causa del ridotto flusso sanguigno, ostacolando di conseguenza il processo di riparazione.
Il peptide ha il potenziale di migliorare la collateralizzazione e la densità dei fibroblasti nei siti di lesione in ricerche che hanno coinvolto tendini di ratto.[6] Più specificamente, lo studio ha anche ipotizzato che il BPC-157 potrebbe accelerare la crescita (outgrowth) dei fibroblasti tendinei a partire da espianti di tendine. Ciò suggerisce che il BPC-157 possa potenzialmente promuovere la crescita di nuove cellule nel tendine lesionato.
Inoltre, la sopravvivenza delle cellule a cui è stato applicato il BPC-157 potrebbe aumentare significativamente quando esposte allo stress da H₂O₂, indicando una potenziale azione protettiva contro lo stress ossidativo. Il BPC-157 può anche migliorare la migrazione dei fibroblasti tendinei, come indicato dal saggio di migrazione su filtro transwell utilizzato nello studio. Ciò potrebbe implicare che il BPC-157 promuova potenzialmente il movimento dei fibroblasti tendinei. Inoltre, il BPC-157 può accelerare la distensione (spreading) dei fibroblasti tendinei sulle piastre di coltura, suggerendo un’adesione e un attaccamento cellulare potenzialmente maggiori.[6]
Questa ricerca sperimentale ha suggerito che il BPC-157 abbia un impatto positivo rispetto agli ormoni EGF, bFGF e VGF. Saggi di immunocolorazione che hanno utilizzato falloidina coniugata con FITC hanno suggerito che il BPC-157 aumenti la formazione di F-actina nei fibroblasti. La F-actina è considerata cruciale per la struttura e la funzione cellulare e promuove la migrazione delle cellule. Esperimenti di immunoblotting hanno rilevato che il BPC-157 sembra aumentare la fosforilazione delle proteine paxillina e FAK, considerate cruciali per la migrazione cellulare. Più specificamente, il BPC-157 può indurre la formazione di F-actina nei fibroblasti tendinei, indicando potenzialmente una migliore organizzazione citoscheletrica e motilità cellulare.
Ulteriori analisi tramite Western blotting indicano che il BPC-157 può attivare le proteine FAK (chinasi dell’adesione focale) e paxillina. I livelli di fosforilazione di FAK e paxillina possono aumentare con il BPC-157, mentre le quantità totali di queste proteine possono rimanere invariate. Ciò suggerisce potenzialmente che il BPC-157 possa attivare la via FAK-paxillina, che potrebbe essere coinvolta nella promozione della migrazione dei fibroblasti tendinei e dell’adesione cellulare.[6]
BPC-157 e caratteristiche antiossidanti
Studi su modelli di ratto hanno proposto che il BPC-157 possa esibire caratteristiche antiossidanti e possa aiutare a neutralizzare le molecole di stress ossidativo come l’ossido nitrico, la malondialdeide (MDA) e le specie reattive dell’ossigeno nel tratto gastrointestinale.[7] La ricerca ha inoltre ipotizzato che i batteri Lactococcus lactis modificati possano aumentare la quantità del peptide nella coltura cellulare e possano eventualmente veicolarlo nel tratto gastrointestinale.
Un altro studio si è posto l’obiettivo di valutare il recupero funzionale precoce e l’infiammazione nelle cellule tendinee dopo l’applicazione di BPC-157.[8] I ricercatori hanno utilizzato l’indice funzionale di Achille (AFI), l’attività della mieloperossidasi, l’afflusso istologico di cellule infiammatorie e l’indice vascolare come potenziali marcatori. I risultati suggeriscono che il BPC-157 potrebbe aver migliorato il recupero funzionale, come indicato da un potenziale aumento dei valori di AFI in tutti i punti temporali. Si è ipotizzato che questo miglioramento sia da attribuire alla sua presunta azione antinfiammatoria, inclusa una potenziale diminuzione dell’attività della mieloperossidasi (MPO) e dell’afflusso istologico di cellule infiammatorie.
Inoltre, il BPC-157 ha potenzialmente aumentato la formazione di nuovi vasi sanguogni, come dedotto da un possibile aumento dell’indice vascolare. D’altra parte, anche il metilprednisolone ha probabilmente diminuito l’attività della MPO e l’afflusso istologico di cellule infiammatorie, suggerendo una sua potenziale azione antinfiammatoria. Tuttavia, il metilprednisolone ha ipoteticamente ridotto la formazione di nuovi vasi sanguigni e potrebbe non aver influenzato significativamente il recupero funzionale precoce.[8]
Un altro studio ha esaminato l’azione proposta del pentadecapeptide BPC-157 sull’infiammazione e sul riassorbimento osseo nella parodontite sperimentale. L’infiammazione è stata valutata utilizzando la tecnica di stravaso plasmatico del blu di Evans e l’istologia. Lo stravaso del blu di Evans si riferisce alla potenziale fuoriuscita del colorante blu di Evans dai vasi sanguigni nei tessuti circostanti, il che indica potenzialmente un aumento della permeabilità vascolare, probabilmente associato all’infiammazione. L’analisi istologica è sembrata fornire prove visive dell’infiammazione. I risultati hanno indicato che l’induzione della parodontite ha potenzialmente indotto un aumento dello stravaso del blu di Evans, segni istologici di infiammazione e la distruzione dell’osso alveolare. Tuttavia, l’esposizione al BPC-157 è sembrata ridurre significativamente lo stravaso plasmatico, le alterazioni istologiche potenzialmente associate all’infiammazione e il riassorbimento dell’osso alveolare.[9]
BPC-157 e il sistema nervoso centrale
Il potenziale del BPC-157 è stato studiato in un modelo murino di trauma cranico (TBI), suggerendo esiti positivi. Il peptide è sembrato portare a una significativa attenuazione del danno indotto dal TBI e ha migliorato i risultati precoci sulla base degli esperimenti osservati. Durante il periodo di 24 ore successivo alla lesione, la mortalità è sembrata minima.
La gravità delle lesioni traumatiche, quali l’emorragia subaracnoidea e intraventricolare, la lacerazione cerebrale e la lacerazione emorragica, è apparsa meno pronunciata nel gruppo BPC-157. Inoltre, è sembrato esserci un notevole miglioramento dell’edema cerebral. Ipoteticamente, se introdotto prima del TBI, il BPC-157 potrebbe aver mostrato un migliore rapporto tra stato cosciente/incosciente/morte. Inoltre, la somministrazione immediata di BPC-157 prima della lesione potrebbe aver ridotto il danno nei modelli murini sottoposti a un impulso di forza.[10]
BPC-157 e le api
La sindrome dello spopolamento degli alveari (CCD) è una sindrome che causa il rapido declino e la morte totale di intere colonie di api, probabilmente a causa dell’infezione fungina da Nosema ceranae nel tratto gastrointestinale delle api. L’aggiunta di BPC-157 nel nutrimento delle api ha fatto registrare un miglioramento significativo del tratto gastrointestinale delle api e della sopravvivenza dell’alveare. In questa ricerca sperimentale, il peptide è sembrato avere successo in condizioni reali sul campo nel ridurre l’impatto della CCD sulle api, che sono importanti impollinatori naturali di molte piante coltivate.



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